16 maggio 2022

COSTRUIRE DAL BASSO.


Avrei potuto scrivere: dalla serie Z alla serie A.
... Da quando mi sono fatto una mia idea del volley e dello sport mi rendo conto che la mia filosofia è: " partire dal basso ". Ovvio per chi fino a settembre non aveva nessun tesserato e ora venticinque bambini fanno pallavolo sotto lo stesso nome, è quasi obbligatoria una partenza dal basso, ma anche in generale ritengo che basi solide facciano una solida società. Certo che non si può pensare di riuscire ad arrivare in serie A solo partendo dal basso, almeno non più. C'è una deadline che separa in maniera marcata il dilettantismo dal professionismo, sia in termini economici che in termini tecnici. Ma la spinta dal basso permette di creare anche i presupposti per fare il salto di qualità qual'ora ci fosse realmente il bisogno.
Partire dal basso, ma cosa intendo io? È sufficiente mettere un GRANDE allenatore ad allenare il Minivolley? No!! No se non ha certe caratteristiche che innescano quel meccanismo che dà il via a tutto: IL SENSO DI APPARTENENZA! Ecco perché un ottimo tecnico, anche se inserito alla base del progetto sportivo, non è detto che riesca a innescare questo processo, perché magari è bravo ma poco comunicativo, oppure non ha sposato in pieno la filosofia della società oppure semplicemente non ritiene importanti certe cose e quindi fa fatica a trasmetterle, fatto sta che alla fine le aspettative di crescita sono inferiori a quello che si pensava. 

Ma faccio un passo indietro. Cosa intendo io per " Base"?
La base di una società non è fatta solo di atleti o di dirigenti e allenatori, è fatta da genitori, da nonni, da istituzioni, da enti di promozione, da enti sociali e da altre associazioni sportive. 

Un mondo ampissimo dove si possono trovare competenze e risorse che spesso neache ci immaginiamo. 
I genitori, per molti, sono una vera rottura di scatole, sempre troppo presenti, sempre troppo esigenti, sempre proppo pressanti, ma nessuno si forza di chiedere ad un genitore: ma tu cosa puoi fare per la nostra società?
Magari si può trovare un arbitro, un segnapunti, un semplice supporto alla squadra, un factotum che ci può dare una mano a risistemare la rete o a rimettere i palloni a fine serata. 
Il segreto? Non chiedere a qualcuno di fare l'elettricista se di lavoro fa il falegname.

Il rapporto con le istituzioni: una base solida ha bisogno che il comune o gli enti locali, capiscano la " Mission " della società e che se la società esiste, esiste per i ragazzi del comprensorio. È uno scambio inevitabile, se vogliamo che le istituzioni ci siano vicine, noi dobbiamo essere vicini alle istituzioni. E soprattutto che siano orgogliosi di sostenerci.

Lo sport è un grandissimo volano per il turismo e per chi di turismo vive, altra grande opportunità per radicarsi nei territori. Se, organizzando eventi stagionali, riesco a creare un piccolo indotto economico per il territorio, il territorio è più aperto a dare un contributo per realizzarli. Dout des! 

Condivisione di eventi e valori con altre realtà sportive. Molto spesso le proposte sportive in un paese sono tantissime e come da tradizione ci si guarda tutti in " cagnesco " nella continua lotta per il reclutamento dei bambini: calcio, danza, pallavolo, basket, nuoto... Chi più ne ha più ne metta, ma creare sinergia con altre realtà amplifica tutto quello che ho scritto sopra, non per forza creando eventi sportivi condivisi,.ma eventi sociali, artistici, culturali, che possano fare da cassa di risonanza per lo sport.

Insomma sotto la base ci sono tante opportunità a cui guardare e fare attenzione. Se si cresce lo si fa tutti assieme, e guardando al di fuori del proprio orticello, anzi, spalancando i cancelli e lasciandosi contaminare.

PS. C'è un altra base che però è importante, anzi, fondamentale, cioè la " base tecnica ". 
I tecnici di una società sono una roulette russa, che ogni anno cambia, ciò che non cambia mai è la società che gli accoglie. Ecco, proprio la società deve avere una forte consapevolezza che l'allenatore del minivolley deve avere un programma tecnico ben collegato con l'allenatore dell'under successiva e così via. 
Una costante verifica tecnica e soprattutto un costante confronto tra allenatori aiuta ad aumentare il livello tecnico futuro. 

I ragazzi non sono degli allenatori ma della società. 

Insomma, la base è ciò che sostiene e sosterrà il futuro di ogni società, ma soprattutto la "base " è la più grande pubblicità. 
Valori, programmi e visione, un percorso lungo dalla Z alla A!

vlrnk



13 gennaio 2022

SOCIETA' - COME COMUNICHIAMO? MA SOPRATUTTO SAPPIAMO A CHI LO COMUNICHIAMO?


GENERAZIONE Z o MILLENNIALS?
Chi abbiamo in palestra? e come comunichiamo con loro? e loro come comunicano con noi?
Ecco, un elemento fondamentale per capire come comunicare attraverso i media e i social con i nostri STAKEHOLDERS e' iniziare a guardare con occhio attento, con chi abbiamo a che fare, che eta' hanno e a che generazione appartengono.
Detto cio' c'e' un altra cosa che bisogna tener conto ( anche se ancora a qualcuno, anzi ne conosco parecchi, proprio non va giu' ) e' che lo SPORT non e' piu' VERTICALE ( sport, societa', genitori, atleti ) ma ha una struttura ORIZZONTALE, dove la fluidita' multidisciplinare e' legata alla volonta' e alle esigenze di atleti e genitori.
Detto questo anche il modo di comunicare non e' piu' VERTICALE.
SOCIETA' - SITO - (forse ) SOCIAL - STAKEHOLDERS
Ma ce' una forte componente di ORIZZONTALITA' dove sono le SOCIETA' che devono andare dietro alle GENERAZIONI, partendo dai SOCIAL, passando per la PROPRIA ESPERIENZA SPORTIVA, e finire sui SITI.
Quindi, se come me avete esigenza di COMUNICARE in PRIMIS CON I RAGAZZI dovete guardare questa tabelle a fare le vostre considerazioni.
Il mondo cambia, fortunatamente non dando ascolto ai vecchi.
VALERINIK


 

22 novembre 2020

COME DISSE IL VESCOVO TALBOT? ( CURIOSITA' )

 


Se vi dicessi che la frase: L' IMPORTANTE NON E' VINCERE MA PARTECIPARE, non e' del buon PIERRE DE COUBERTIN? 
E che non e' neanche questa la frase che l'inventore delle OLIMPIADI come le conosciamo oggi utilizzo' per calmare gli animi, nel 1908 durante il convivio OLIMPICO, tra gli ospiti Inglesi e Americani, dopo le incomprensioni tecniche e diplomatiche occorse tra i due paesi. 
La frase e' del ben noto padre Ethelbert Talbot, vescovo anglicano della diocesi di Bethlehem, Central Pennsylvania, che dice aver detto questa frase in maniere decisamente diversa:
L'IMPORTANTE NON E' VINCERE MA COMBATTERE.
Dove combattere, nel senso vero dello sport puo' stare bene al significato di NON MOLLARE, di PROVARCI FINO ALL' ULTIMO, DI DARE IL MASSIMO.
Frase che ovviamente e' stata reinterpretata e rivista da buon uso da De Cubertin, che non ha mai negato che non fosse sua, ma bensi' del vescovo.
Ma alla luce di questa curiosità, da oggi, vedrete che assumerà un significato ( sportivo ) piu' coerente.

Valerinik

06 novembre 2020

CARO BLOG BUON COMPLEANNO!

Per chi non conosce la storia di questo Blog sappiate che nasce nel 2006, quando ne FB ne INSTAGRAM, TIK TOK ECC. esistevano. Quando era MYSPACE il primo social personale, e SECOND LIFE sembrava il futuro. 
I BLOG erano un modo per lasciare le prime "tracce in rete " di quello che poteva essere un Hobby un interesse una passione. 
Io allenavo a Lama, l' allora " VOLLEY CLUB LAMA " e trascinato dall'onda del momento decisi di aprire una pagina dedicata alla mia squadra. 
Perlomeno all'inizio o perlomeno fino a quando non ho capito che non esisteva qualcsa che parlasse della pallavolo in Valtiberina e potesse dare visibilità al lavoro di tutti. 
Foto, curiosità, articoli e filmati sono finiti qui, in queste pagine. C'è il.periodo in cui c'era una chat on line sempre attiva e se anche spesso veniva usata in maniera scorretta è stata la prima "voce " fuori dalle stanze dei bottoni. 
Ovviamente, negli anni sono cambiati usi e costumi dei social e anche tutte le realtà hanno i loro siti, ma riconosco che il BLOG ( come lo chiamavano tutti ) si è trasformato in una scatola di ricordi. E sfogliandolo mi sono reso conto di quanto lavoro ( grazie a Sara, The Bobris, Milano, VM58 ecc. ecc. ) è stato fatto.
Allora BUON COMPLEANNO CARO BLOG, e lunga vita e prosperità. 
Sei stato e sarai sempre quell'angolo di calma che mi tiene lontano qualche secondo dalla frenesia di questo mondo. 

Vlrnk

29 ottobre 2020

E ORA PRESIDENTE?

SANSEPOLCRO - Quando si crede in qualcosa, fortemente, follemente, ad un certo punto ci si rende conto che se si vogliono cambiare le cose bisogna farlo attraverso se stessi e non attraverso gli altri.

Non so se era il momento giusto, ma sono sicuro che era il MIO momento, quello di dare il mio piccolo contributo alla vita sportiva dei ragazzi. 

e nel 1983 quando ho varcato la porta della palestra nera del Campaccio per il primo allenamento, non avrei mai immaginato che mi sarei qui a scrivere la parola PRESIDENTE sotto il mio nome.

Ma so benissimo che cosa, in questi 37 anni,  mi ha dato lo SPORT, cosa ha dato ad un ragazzo, timido, impacciato e insicuro, a come mi ha aiutato nel periodo piu' brutto della mia vita. Ed ho imparato l'importanza dei VALORI che lo sport trasmette e a come riesce a migliorare tanti ragazzi che spesso hanno solo bisogno di fiducia e rispetto.

Per questo, ho deciso che era ora di dare il mio piccolo e modesto contributo alla causa.

MA non voglio essere da solo, avro' bisogno di tutti, di tante persone, tutte quelle che sposeranno l'idea di rendere lo sport un VEICOLO SOCIALE per migliorare la vita dei ragazzi, attraverso esperienze che possano gratificarli e renderli protagonisti della LORO VITA sportiva e non.

Allora ringrazio chi ha reso possibile tutto questo. 
Grazie alla mia meravigliosa famiglia.
Grazie a tutti i miei compagni di squadra.
Grazie a tutti i miei atleti e alle mie atlete.
Grazie a chi vorra' sostenerci.
Grazie a chi ci critichera'.

Dedico tutto questo alla piccola AISHA e al LEO, e a tutti quei bambini che non diventeranno MAI campioni, ma che attraverso lo sport diventeranno sicuramente MIGLIORI.

Valerio Giunti
Presidente 
ASD VOLLEY REVOLUTION




 

20 agosto 2020

ULTIMO AD ESSERE SCELTO!!

Quando ero piccolo giocavamo a pallone all'interno del giardino di Piero della Francesca, e venivo (quasi ) sempre scelto per ultimo.
Erano gli anni 80, gli inizi dei mitici anni 80.
Il periodo è quello classico delle vacanze estive. Quando tutti i ragazzi di Porta Romana, quelli della mia generazione, si ritrovavano, più o meno controllati dalle nonne o nonni, all'interno di una delle Palestre più famose di Sansepolcro: il giardino di Piero della Francesca. Ex giardino di un convento convertito ad area comunale, con tanto di statua del famoso pittore Biturgense e ben 2 vasche con pesci rossi ( negli anni 80 c'era anche un orinatoio ma lasciamo perdere).
Fatto sta, che questa area recintata diventava in effetti una vera palestra o campo da gioco. Quale gioco? Tutti!
Dal semplice rincorrersi a giocare a nascondino a biglie, a ribabandiera ecc. 
Ma ovviamente non poteva mancare il Calcio. 
Ovviamente il rituale era sempre quello, quello che portava il pallone ( Supertele, Santos o il famoso Tango ) era uno dei capitani, l'altro era il più forte o il più grande. 
Classica "conta" per decidere chi doveva iniziare a scegliere e organizzavamo le squadre.
Ovviamente la prima scelta ricadeva sui poi bravi, poi i meno peggio, poi l'amico, e alla fine rimanevano quelli che come me, non avevano i piedi buoni, anzi erano "scarsi" proprio.
Ma come per i titolarissimi, essere gli ultimi ad essere scelti era una condizione che ai tempi non procurava traumi esistenziali, non uscivamo dal campo in lacrime e al più, quando decidevano di giocare a pallone, te la cavavi dicendo " non mi va' ".
Che poi, se le squadre erano dispari, venivi chiamato da tutti a gran voce e i più grandi si lanciavano in un: " dai che poi ti facciamo giocare in attacco!! ".
Quindi, io e il mio amico, ultimi della scelta, alla fine trovavamo la nostra dimensione. Senza traumi, senza paure. Senza tornare a casa piangendo o aizzando i genitori a rivendicare il mio posto da titolare.
Lo sport, il gioco, e le sue dinamiche, se vissute con la giusta serenità, ti insegnano a capire che esistono gerarchie e posizioni. Che essere l'ultimo ad essere scelto, avveniva perché quelli prima erano solo più bravi, per tanti motivi, ma non erano migliori di te. Non esisteva un esclusione a prescindere, tutti erano indispensabili anche solo per fare numero. E nessuno si sarebbe mai permesso di metterlo in dubbio. 
E quando si iniziava a giocare nessuno si sentiva escluso. Perché in ogni gioco in ogni sport si può avere la propria dimensione. Da titolare o da scarso, da primo della lista a panchinaro. Purché qualcuno te lo insegni e non te lo faccia pesare. 
Io ero l'ultimo ad essere scelto, ma il più entusiasta quando venivo scelto. Ero il più scarso in campo, ma ero quello che correva di più e non si risparmiava.
Poi dal calcio al giardino di Piero sono passato alla Pallavolo, ma quella è un altra storia.
Buona vita!!! 
#valerinik

29 maggio 2020

CITTÀ DELLO SPORT: NO GRAZIE!! MEGLIO CITTÀ SPORTIVA.

In questi momenti, e ascoltando chi ne sa molto più di me, riguardo lo sport e le sue dinamiche future, ho riflettuto sul l'opportunità di cambiare modello dello sport all'interno di un Comune e soprattutto prendere coscienza, nel comune stesso, che l'esigenza sportiva della gente è cambiata enormemente.

Il COVID ha evidenziato, e non sono certo io solo che lo dico, che la gente sente l'esigenza di fare sport in maniera DESTRUTTURATA, cioè lontano dallo sport ORGANIZZATO ( orari palestra, corsi, istruttori, campionati ecc. Ecc. ) che in molti casi, ne limitano la fruizione e soprattutto lo svolgimento.

Sono nati quindi sempre più gruppi spontanei di runner, di ciclisti, di palestre e impianti affittati ai privati, e il proliferare di sport dove ci si può allenare quando si vuole e quanto si vuole. 

Questo ha portato ad una creazione della CULTURA DELLO SPORT LIBERO. Cioè un vero e proprio cambio di paradigma sportivo. E soprattutto vera e propria rivoluzione culturale. 

Allora io mi chiedo perché non ne approfittiamo in questo momento per cambiare anche a livello LOCALE? Perché non convertire COMUNE che aiuta le associazioni a fare sport in un comune che alimenta la CULTURA SPORTIVA?

L'ISTAT dice che il 63 % delle persone vorrebbe che molti spazi comunali vengano convertiti in parchi sportivi. Ovviamente gli sport hanno bisogno di ATTREZZATURE, ma penso alle aree poco sfruttate, perché non mettere due pali e una rete? O due canestri? O due porte? O delineare percorsi fruibili ai runner ai ciclisti o a.i semplici camminatori?
Perché non destinare spazi allo SPORT LIBERO?

ATTENZIONE, NOI PENSIAMO SEMPRE AI RAGAZZI, MA CI SONO TANTISSIMI ADULTI CHE FANNO SPORT. GUARDATEVI INTORNO.

Ecco, allora perché non cogliere la classica " palla al balzo " e iniziare a pensare che lo sport non è solo fare parte di un associazione, ma lo sport è un ESIGENZA SOCIALE, CREA BENESSERE, È UN OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO,  e sopratutto, per un Comune è l'indice principale del F.I.L. 
" FELICITÀ INTERNA LORDA ".

VLRNK

17 gennaio 2020

VUOI VINCERE? ALLENA L'IGNORANZA!!

Lo so il titolo è provocatorio. Ma poi non così tanto, lo è se si interpreta la parola " ingnoranza " come atteggiamento irrispettoso nei confronti di qualcuno. Non lo è se lo si interpreta come " mancanza di conoscenza".
Spesso, infatti, vedo nei settori giovanili, la tendenza ad allenare, solo, le cose che si sanno fare, a puntare a sfruttare le poche risorse disponibili per " vincere " qualcosa in più. Vittoria che nella maggior parte dei casi, rimane fine a se stessa, importantissima ai fini societari e per la soddisfazione dei ragazzi, ma che tende a bloccare lo sviluppo sportivo dell'atleta, creando un falso riferimento: - riesco a vincere, quindi sono bravo. Convinzione che porta all'abbandono ( dropout ) sportivo quando aumentano le difficoltà con il susseguirsi delle categorie, per le troppe aspettative. 
Purtroppo, in un gioco di squadra come questo, l'individualità ha una grossa incidenza nei primi anni di attività, dove l'atleta precoce, può compensare le mancanze di alcuni giocatori, e dove il gioco in se si sviluppa sul piano del " chi sbaglia meno vince ". 
Quindi è giocoforza, non limitarsi ad allenare le cose che i nostri atleti sanno fare, ma bisogna allenare la loro "ignoranza", puntando a dare ai ragazzi più strumenti possibili, allenando, come diceva un grandissimo allenatore, anche " l'impossibile e l'improbabile" cercando di non limitarsi nel cercare e trovare nuovi modi per stimolare l'apprendimento di cose che non si sanno fare.
Non saper fare una cosa e imparare a farla però richiede tanto lavoro, sopratutto se il transfert è limitato dal poco tempo che si ha a disposizione. Ma è necessario, se l'obiettivo societario è costruire giocatori vincenti e sopratutto per riuscire a dare i mezzi necessari ai nostri atleti di diventare "bravi".
Perché la "bravura" va alimentata, per rendere consapevole il ragazzo delle proprie capacità, che di conseguenza generano: entusiasmo,  voglia di allenarsi e di sacrificarsi. 
Allenando, appunto, l'ignoranza, la fantasia e l'autonomia. 
Questo modo, a mio avviso, di strutturare il proprio sistema dinallenamento, inevitabilmente, genera una cosa meravigliosa, che si chiama AUTOSTIMA, e questi tempi, non crea solo atleti di SUCCESSO, ma PERSONE di successo. 

VLRNK

02 gennaio 2020

Arrivano gli AMERICANI


Partecipa aI tryouts di Torino per scoprire come poter conquistare la possibilità di ottenere una borsa di studio per meriti sportivi nei College USA. Mostra il tuo talento e le tue capacità, potresti essere selezionata per lo Showcase di giugno, in cui saranno presenti diversi allenatori di college americani.
L’evento si svolgerà durante l’intera giornata con un allenamento al mattino, subito dopo pranzo si terrà la conferenza informativa sui sistemi sportivi e accademici dei college americani e le possibilità di ottenere borse di studio per poi concludere la giornata con l’allenamento pomeridiano.
Sarà possibile partecipare anche alla sola conferenza per poter scoprire le opportunità anche per gli altri sport sponsorizzati dalle leghe sportive americane.
Un’occasione da non perdere!
A breve verranno aperte le iscrizioni, seguiteci sui social e sul nostro sito per rimanere informati!
 SAVE THE DATE!!!
Quando:  4 Gennaio 2020  
Dove: Centro Sportivo Lingotto, via Ventimiglia 195/A, Torino
Programma:
  • 09.30 –  Arrivo e check-in
  • 10.00 – 11.30 – Primo Allenamento
  • 12.30 – Pranzo
  • 13.30 – Conferenza 
  • 15.00 – 17:00 Secondo allenamento e chiusura 
Costo: 25,00€ include:
  • 2 allenamenti 
  • pranzo 
  • conferenza 
  • maglietta 
Per le atlete che non desiderano usufruire del pranzo €20.
Per iscrizioni alla sola conferenza (partecipazione gratuita, numero chiuso, iscrizione obbligatoria): inviare una mail ad elitza@sportlinx360.com indicando nome, cognome, numero di telefono, email, numero partecipanti e sport di riferimento. 
 Per maggiori informazioni:
Jesica @ +39 346 3062524 (telefono o whatsapp)

20 dicembre 2019

BADIA TEDALDA CON FURORE!!!


Dovrei cambiare nome al BLOG, non piu' VOLLEY CLUB LAMA, ma VOLLEY CLUB BADIA.
AH AH AH! Ma lo lasceremo cosi'... per amore delle tradizioni.
Comunque BADIA c'e'!!! due anni di attivita' a Badia Tedalda  ora lo possiamo confermare. 
Ovviamente con le difficolta' del caso, la prima quella logistica, Badia e' distante per chiunque, Umbria e Toscana. 
La seconda e' il palazzetto, che alla fine e' una palestra destinata all'attivita' scolastica ed essendoci montato un palco per le manifestazioni, e la mancanza di fori per i pali e le linee in terra, non la rende utilizzabile per gare ufficiali.
Terzo, e' il numero di bambini presenti nel comune, che ovviamente, in proporzione non potranno mai competere con le altre realta' Valtiberine.
Ma alla fine ci sono ben 19 bambini presenti, che ci mettono tantissimo impegno, lo stesso che mettiamo noi allenatori, che non ci andiamo con il piede leggero, anzi, tecnica e lavoro di coordinazione di base, insieme ad una parte ludica sono sempre li. E ci sono i i loro genitori,con i quali abbiamo stabilito un ottimo rapporto di fiducia.

Mi chiedono quanto durerà, non importa quanto, l'importante che per adesso ci sia, perche' il progetto della Pallavolo Badia, non e' un vero e proprio progetto sportivo, ma un progetto sociale, nel vero senso della parola, dove far fare attivita' sportiva extra scolastica a questi bambini, diventa una vera e propria missione, non banale, ma vera e reale!

VLRNK



10 dicembre 2019

VOGLIO DIVENTARE "BRUNO".


No! Stavolta non c'entra il colore dei capelli. Vorrei veramente diventare Bruno o meglio Bruniño.
E già perche questo ragazzone del 1986, in questo fine settimana ha veramente chiuso un circolo incredibile della sua vita, infatti, ha vinto l'ultimo trofeo che gli mancava: il mondiale per Club con la Lube. Si avete capito bene, a 33 anni, questo signore di Rio de Janeiro, ha fatto veramente barba e capelli ai più grandi " alzatori " della storia del nostro sport, vincendo tutto, dal campionato alle Olimpiadi, coppe comprese.
Ma i successi non sono mai frutto del caso, non arrivano perché sei una specie di " predestinato" figlio di un certo Bernardiño, ex palleggiatore ma sopratutto CT di quella nazionale verde-oro, capace di rivestire d'Oro il Brasile con 2 Olimpiadi e 3 Mondiali vinti, per non dire le 8 Worldleague e i 10 Campionati Sudamericani. No, perché nel 2006, quando esordì in WL,vincendola, tutti erano pronti a ricordarglielo, nonostante avesse vinto, con la sua Florianopolos 5 dei 7 campionati dispotati, tutti, me compreso eravamo li a dire: 
- se non era per Bernardo, uno con un palleggio così, in nazionale non ci andava.
E invece, e invece mi sbagliavo, ci sbagliavamo. Bruno o Bruniño, ha dimostrato non solo di esserselo meritato il posto da titolare, ma di averselo guadagnato sul campo, proprio li dove conta davvero.
Lavorando maniacalmente, prima su se stesso, suoi obiettivi, poi su come raggiungerli, interpretando al meglio la parola " professionista " e inseguendo, senza un attimo di sosta, la parola vittoria. 
Una parola difficile se non ha ben chiaro quale sia la responsabilità e i compiti del tuo ruolo, il regista, la mente, il palleggiatore. Anzi lo scrivo con la lettera maiuscola Il Palleggoatore, che deve trovare la sintonia con tutti i componenti della squadra, che ha bisogno della ricezione buona per poter alzare la miglior palla al giocatore giusto al momento giusto, sapendo che avrà bisogno di tutti per raggiungere quell'obiettivo ,quel sogno, che è riuscito a raggiungere e a toccare così tante volte che dopo una finale dove tu sei diventato IL PIÙ GRANDE, hai lasciato che chi ti ha permesso di esserlo ( Leal ) prendesse il premio di MVP che ti avevano assegnato ricordando a tutti che avolte non si premia chi lo merita veramente.
Questo dovrebbe essere quello che si deve cercare in un ragazzino che ha voglia di assumersi la responsabilità di questo meraviglioso ruolo. Umiltà voglia di lavorare e voglia di vincere!!!
Saudade Bruno!!!
Stasera vorrei essere te.
Vlrnk


07 dicembre 2019

MASCHI CONTRO FEMMINE.


Prendo spunto da una piacevole chiacchierata che ho avuto ieri con un amico,  un grande sportivo che ammiro e invidio, riguardo al settore maschile. Premetto che questa piccola analisi l'avevo già fatta tanto tempo fa, ma ieri, mi sono messo a ricercare un po di dati per vedere se il trend fosse cambiato. Ovviamente no!! Migliorato forse, ma rimane sempre una situazione, tesserati maschile, molto complicata se la si guarda in termini di qualità. Allora iniziamo:

Premessa: in Italia la PALLAVOLO è il Terzo sport più praticato.
1°CALCIO
2° TENNIS
3° PALLAVOLO.

In UMBRIA ci sono più società di Calcio e Ciclismo che di pallavolo ( 3° posto )
In TOSCANA addirittura le societa di PESCA sono maggiori di quelle di pallavolo. (4° posto).
E solo in VENETO, MARCHE e SARDEGNA i tesserati di Volley sono dietro al Calcio, altrimenti la pallavolo è sempre 3° dietro a calcio e tennis.

Dati Fipav 2016/2017
N°tesserati TOTALI 367.943

N°tesserati FEMMINE 279.893
N°tesserati MASCHI 88.050
In percentuale:
76% FEMMINE
24%MASCHI

SITUAZIONE UMBRIA E TOSCANA.
TOSCANA
19.774 FEMMINE ( 83%)
3.987 MASCHI (17%)
UMBRIA 
5080 FEMMINE (81%)
1.159 MASCHI (19%)

Detto questo, mi limito solo a macro dati, si dovrebbe aggiungere che: 
Secondo il prof. Enzo D'Arcangelo, docente di Statistica all'universita di Roma.

Il 56,8% dei tesserati abbandona l'attività pallavolistica dopo 2 anni. 
E che solo dopo 5 anni saranno rimasti solo il 22%, dopo 10 anni l'8% e dopo 15 anni il 3,6%

E di questi, divisi perfettamente al 50 percento, solo 24 atleti saranno arrivati in serie A1 ( lo 0,0065% ) 
MASCHI A1 lo 0,014 % 

Ecco, ho finito. Quindi, il rapporto iniziale è di 1 maschio ogni 4 femmine, e questo rende il reclutamento di per se difficile, perché per una squadra maschile di 12 bambini ti trovi 48 femmine in palestra, e statisticamente per avere un potenziale atleta MASCHIO da serie A1 devi portare ad allenarsi 

7.337 bambini maschi ( con 29.350 femmine di contorno eh eh eh!!! )

Ti voglio bene amico mio. 
Vlrnk






05 dicembre 2019

VOLLEYCLUB 20 ANNI DOPO.

Ci sono voluti 20 anni ma ce l'abbiamo fatta!!!
E si, il VCL si ritrova, o meglio, la squadra delle ragazze della prima divisione, che ho avuto la fortuna di allenare dal 2002 si è ritrovata intorno ad un tavolo. 
Ovviamente non erano tutte, anche perché, delle adolescenti che avevo lasciato 10 anni fa, non c'è rimasto molto. Anzi, ho ritrovato magnifiche donne, e sopratutto magnifiche mamme. E quindi, gli impegni sono ovviamente accavallati. Lavoro, famiglia, c'è chi si è addirittura trasferita in Australia e c'è chi invece è in dolce attesa. Ma chi c'era ha riaperto tanti cassetti della memoria, sopratutto o miei, nei tanti momenti passati insieme. E tra la buona birra del Birrificio Altotevere e le chiacchiere è arrivato anche il momento di scambiarsi i regali, come vuole la tradizione di squadra, dove a sorte, una ragazza fa il regalo a un altra, così da rendere al cosa divertente e ricca di sorprese. 
Beh! Ovviamente io devo fare il regalo a tutte... altrimenti che allenatore sarei? 

Insomma una rimpatriata degna del VolleyClub, e sicuramente da rifare. Ovvio, stavolta sarebbe logico legarci una partita di pallavolo. Ma infondo va bene così. 

Io cosa posso dire? Questa squadra ha fatto parte di una gran fetta della mia vita. E a loro devo tanto. Come allenatore, ma sopratutto come uomo. Perché allenare è semprenuno scambio reciroco con i giocatori. Uno scambio sportivo e umano, dove avolte i risultati sono più legati alla fiducia che si ha per entrambi che per le capacità tecniche. 
Come ho detto, le ho lasciate ragazze le ritrovo donne. Però con lo stesso sguardo, un po più stanco forse, più felice certamente, ma semprenlo sguardo fiero di una grande squadra, la mia.

Grazie donne!!!
Vlrnk

04 dicembre 2019

WE ARE BACK!!!

Sansepolcro - Sono passati tanti anni dall'apertura del blog del VOLLEYCLUBLAMA; era esattamente il 2006 e per tanto tempo e' stato la casa di tante persone appassionate, alle quali ho cercato di dare un servizio dando, piu' possibile, visibilita' al nostro sport.
E mi piace pensare che c'e' ancora qualcuno che lo usa per cercare vecchie notizie o vecchie foto.
So che i BLOG sono diventate anacronistici e, rispetto ai nuovi social, una sorta di lenta lumaca che cammina in salita.
Ma c'e' e non ho nessuna intenzione di chiderlo, anzi, cerchero' di riconvertirlo. Come? Boh!! vedremo!

VLRNK

#blogvolleyclublama

26 aprile 2018

SIMONE SANTI ARBITRO DI VOLLEY DA GUINNESS DEI PRIMATI – DOMENICA PROSSIMA DIRIGERA’ LA SUA 16ESIMA FINALE SCUDETTO – RICEVUTO IN COMUNE DAL SINDACO BACCHETTA E ASSESSORE ALLO SPORT MASSETTI


Continua a frantumare un record dietro l’altro l'arbitro tifernate di pallavolo, Simone Santi. Il 52enne nato e residente a Città di Castello è il direttore di gara di volley in attività che ha arbitrato più finali del campionato italiano di volley. Domenica prossima il fischietto altotiberino dirigerà Conegliano - Novera, gara 4 del massimo campionato femminile, che potrebbe consegnare il tricolore: sarà la 16esima finale scudetto.  È una grandissima emozione per Santi, che nella sua carriera ha diretto tra le altre manifestazioni, le Olimpiadi di Londra e due Mondiali maschili, tra le quali anche la finale Brasile-Cuba. Questa mattina, Santi è stato ricevuto in comune dal sindaco, Luciano Bacchetta e dall’assessore allo sport, Massimo Massetti. "Sono orgoglioso di rappresentare la mia città al massimo livello sportivo anche quest'anno - ha dichiarato Simone Santi - è sempre bello sentire gli speaker prima della gara nominare il nome dell'arbitro e la città di provenienza. Per me il senso di appartenenza è importante". Santi nell'occasione ha fatto dono all'amministrazione comunale del pallone ufficiale con il quale si è giocata l'ultima finale di coppa Italia lo scorso febbraio...anche quella diretta dall’arbitro tifernate. “Grazie a Simone Santi, un tifernate “doc”, arbitro di fama internazionale il nome della nostra bella città città da anni ormai fa il giro del mondo nei più prestigiosi palazzetti dello sport, nelle televisioni e media di ogni genere. Un onore per tutti noi, per la nostra comunità locale, poterlo annoverare fra i più prestigiosi testimonial del territorio a livello internazionale”, hanno precisato il sindaco Bacchetta e l’assessore Massetti al termine del cordiale incontro che si è concluso con il tradizionale “in bocca al lupo” per il raggiungimento di altri  prestigiosi traguardi.”