SENSAZIONALE RIMONTA NEL QUARTO SET E VITTORIA AL TIE-BREAK DEL SAN GIUSTINO NELL’EMOZIONANTE DERBY DI CITTA’ DI CASTELLO. BIANC
GHERARDI CARTOEDIT CITTA’ DI CASTELLO – SAN GIUSTINO VOLLEY 2-3
(25-22, 23-25, 25-17, 22-25, 13-15)
GHERARDI CARTOEDIT CITTA’ DI CASTELLO: Gradassi 11, Mancini 11, Budassi 9, Giorgi 17, Cesari (L), Di Crescenzo 8, Tarducci 15, Maracchia 1. Non entrate: Gambino, Bracchini, Vagnuzzi, Caselli. All. Stefano Dini.
SAN GIUSTINO VOLLEY: Ihnatsiuk 34, Nuti 11, Polimanti 12, Ottaviani 9, Brunetti 5, Morelli 10, Morgia, Moretti, Gobbi, Rosi (L). Non entrate: Leminci, Garofalo. All. Francesco Brighigna.
Arbitri: Andrea Galderi di Perugia e Francesco Puletti di Città di Castello
Se qualcuno era in cerca di emozioni forti dal derby altotiberino del campionato di Serie C femminile, è stato accontentato con lauti interessi! Sul 2-1 per la Gherardi Città di Castello e 18-6 per le tifernati nel quarto set, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla incredibile rimonta di San Giustino, capace di ribaltare la situazione fino ad aggiudicarsi la sfida al tie-break fra le mura di un Pala Andrea Ioan che ha saputo attirare una degna cornice di pubblico e tifoserie. Ma la pallavolo a volte insegna che di scontato non c’è nemmeno l’evidenza dei fatti e che le certezze scattano solo quando si mette a terra l’ultimo punto. Così, da un possibile 3-1 per le padrone di casa la partita ha svoltato fino al 2-3 delle ospiti, dimostrando che a livello caratteriale San Giustino è una squadra dalle classiche “sette vite”. Due ore e 15’ di intensa battaglia agonistica fra sestetti mai propensi a mollare. Coach Brighigna, il tifernate che allena il San Giustino, ripropone in avvio lo stesso schieramento del sabato precedente: diagonale Brunetti-Ihnatsiuk, Morelli e Nuti al centro, Polimanti e Ottaviani alla banda e Rosi libero. La partenza vede le biancazzurre abbastanza contratte, mentre il Città di Castello è tonico e va ben presto sul 7-3 in proprio favore; sull’11-7, recupero fino all’11-10 sul turno in battuta della Ottaviani, anche se la capolista sbaglia troppo al servizio e in attacco. Dall’altra parte, invece, si commettono meno errori e le scelte in regia della Di Crescenzo sono azzeccate. È la difesa a tenere in piedi San Giustino e si procede sul punto a punto fino al 22 pari, poi due schiacciate sul nastro della Ottaviani consentono a Città di Castello di andare sull’1-0 con il parziale di 25-22. Prologo difficile per San Giustino anche nella frazione successiva, con uno 0-3 d’acchito (ricezione non pulita) e la Mancini che mette a frutto il servizio portando le locali sul 9-5. Le biancazzurre rispondono con difesa e muro e agguantano la parità (10-10), prima di dar via al break sulla battuta di Noemi Polimanti (11-14) presto rintuzzato da un Città di Castello nel quale la centrale Giorgi e le laterali Mancini e Gradassi cominciano ad avere la “mano calda”, ma quando la Polimanti torna al servizio San Giustino riallunga fino al 23-18, che diventa 23-22 a seguito della reazione biancorossa. Una schiacciata fuori della Mancini e un attacco vincente della Ihnatsiuk firmano la sofferta parità sul 25-23. Il terzo set è quello più povero di storia, nel senso che Città di Castello parte ancora con il piede giusto (3-0 e subito 5-2) e replica alla risposta delle avversarie con un ace della Giorgi e un turno in battuta di quest’ultima che diventa decisivo per i destini della frazione di gioco: sul 12-7, Città di Castello è già in fuga, anche l’opposto Tarducci comincia a piazzare colpi letali e una ricezione in crisi da parte di San Giustino porta fino al massimo vantaggio di 16-9, con nuovo allungo tifernate sul 17-13. Quando Città di Castello va sul 22-14, il 2-1 è oramai blindato e viene suggellato da un muro vincente sulla Ihnatsiuk, con un finale di 25-17 che lascia poco spazio a commenti. Ed eccoci al sensazionale quarto set, che Città di Castello ha il merito di orientare subito dalla sua parte: l’ace della Budassi (siamo sul 5-2) dà il via a un break che sottolinea il netto dominio della Giorgi e compagne; le avversarie collezionano errori anche in ricezione e subiscono un passivo di 1-11. Città di Castello è invece superiore in tutti i fondamentali e stordisce letteralmente le ragazze di Brighigna, che quando si ritrovano sotto di 12 (6-18) sembrano oramai in balia delle padrone di casa, ma il miracoloso recupero sta per consumarsi. San Giustino si ricorda di essere la prima della classe e fa leva principalmente sul muro per ridurre le distanze a -7. Il momento di rilassamento per Città di Castello sembra passato quando la compagine di Stefano Dini va sul 20-11. È finita? Macchè! Di scambio in scambio, grazie in primis all’efficacia del muro ma anche a qualche efficace schiacciata, San Giustino si riavvicina lentamente e va sul 17-20; dopo il punto numero 21, Città di Castello incappa in un black-out che permette alle ospiti, con la Nuti in battuta, di realizzare il 7-0 che capovolgerà gli equilibri e che sul 25-22 (San Giustino è protagonista di un 19-4 in suo favore) rinvierà ogni decisione al tie-break. Città di Castello assiste impotente e sugli spalti i tifosi sangiustinesi si rianimano: le beniamine sul campo non li hanno traditi neanche stavolta e la speranza della vittoria è adesso riaccesa in pieno. Città di Castello non sembra accusare il contraccolpo psicologico, almeno in apertura dell’ultimo set: dallo svantaggio sul 2-4 passa al 6-4 e un primo tempo della Giorgi firma il punto dell’8-6, con conseguente cambio di campo. È tuttavia l’ultima fiammata di Città di Castello: entra in scena la Ihnatsiuk, che con due attacchi e un muro (ma in mezzo c’è anche un ace della Brunetti con tanto di …nastro) trascina San Giustino sull’11-8. Muro sulla Polimanti e situazione che va sull’11-10, ma la stessa Polimanti si riscatta con uguale “moneta”, poi un attacco della Ottaviani e una conclusione out della Gradassi portano San Giustino sul 14-10. Prima però di liberare la loro gioia, i supporter biancazzurri dovranno penare: un muro subito e un diagonale fuori della Ihnatsiuk (comunque straordinaria con i suoi 34 punti), più un’azione viziata da una possibile palla trattenuta riportano in bazzica Città di Castello. Siamo sul 14-13 per San Giustino, che imposta al meglio l’ultima azione del derby con un perfetto primo tempo al centro chiuso da Angelica Nuti. Esulta finalmente il settore occupato dai supporter biancazzurri: l’imbattibilità è salva dopo la grande paura, la striscia positiva è ora di 10 successi e anche la possibile perdita del primato a beneficio della Sport Evolution di Castiglione del Lago diventa un dettaglio di minore importanza.

Tensione e fatica sul volto di tutti i protagonisti di questo stupendo derby: San Giustino ha seriamente vacillato, ma al momento giusto si è rimesso in piedi e ha sistemato la difficile pratica con la conquista di 2 punti in un’altra trasferta di quelle più a rischio. Come del resto il campo ha confermato alla grande. “E’ stata una gara dai due volti – commenta ancora a caldo Francesco Brighigna, allenatore del San Giustino – perché siamo partiti non bene, soffrendo troppo in ricezione e sciupando tanto anche in battuta. Comunque sia, i primi due set sono stati giocati su entrambi i fronti, con un equilibrio sostanziale testimoniato anche dai rispettivi parziali. Poi è subentrato il momento più difficile, quello che ha rischiato di riservarci il primo dispiacere della stagione”. Ma sul 18-6 del quarto set, quando la sentenza di condanna stava oramai per essere pronunciata, che cosa è avvenuto di tanto speciale da rivoltare la situazione? “Ho detto semplicemente alle ragazze di chiudere gli occhi e di non guardare il tabellone, ma soltanto il campo di gioco, pensando a recuperare punto dopo punto. È successo che - aggiustando la ricezione, risultando meno fallosa e avendo una maggiore pazienza – la squadra ha realizzato l’eccezionale impresa. Complimenti al Città di Castello per averci messo alle corde, ma credo che alla resa dei conti la nostra vittoria sia da considerare meritata”.
(25-22, 23-25, 25-17, 22-25, 13-15)
GHERARDI CARTOEDIT CITTA’ DI CASTELLO: Gradassi 11, Mancini 11, Budassi 9, Giorgi 17, Cesari (L), Di Crescenzo 8, Tarducci 15, Maracchia 1. Non entrate: Gambino, Bracchini, Vagnuzzi, Caselli. All. Stefano Dini.
SAN GIUSTINO VOLLEY: Ihnatsiuk 34, Nuti 11, Polimanti 12, Ottaviani 9, Brunetti 5, Morelli 10, Morgia, Moretti, Gobbi, Rosi (L). Non entrate: Leminci, Garofalo. All. Francesco Brighigna.
Arbitri: Andrea Galderi di Perugia e Francesco Puletti di Città di Castello
Se qualcuno era in cerca di emozioni forti dal derby altotiberino del campionato di Serie C femminile, è stato accontentato con lauti interessi! Sul 2-1 per la Gherardi Città di Castello e 18-6 per le tifernati nel quarto set, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla incredibile rimonta di San Giustino, capace di ribaltare la situazione fino ad aggiudicarsi la sfida al tie-break fra le mura di un Pala Andrea Ioan che ha saputo attirare una degna cornice di pubblico e tifoserie. Ma la pallavolo a volte insegna che di scontato non c’è nemmeno l’evidenza dei fatti e che le certezze scattano solo quando si mette a terra l’ultimo punto. Così, da un possibile 3-1 per le padrone di casa la partita ha svoltato fino al 2-3 delle ospiti, dimostrando che a livello caratteriale San Giustino è una squadra dalle classiche “sette vite”. Due ore e 15’ di intensa battaglia agonistica fra sestetti mai propensi a mollare. Coach Brighigna, il tifernate che allena il San Giustino, ripropone in avvio lo stesso schieramento del sabato precedente: diagonale Brunetti-Ihnatsiuk, Morelli e Nuti al centro, Polimanti e Ottaviani alla banda e Rosi libero. La partenza vede le biancazzurre abbastanza contratte, mentre il Città di Castello è tonico e va ben presto sul 7-3 in proprio favore; sull’11-7, recupero fino all’11-10 sul turno in battuta della Ottaviani, anche se la capolista sbaglia troppo al servizio e in attacco. Dall’altra parte, invece, si commettono meno errori e le scelte in regia della Di Crescenzo sono azzeccate. È la difesa a tenere in piedi San Giustino e si procede sul punto a punto fino al 22 pari, poi due schiacciate sul nastro della Ottaviani consentono a Città di Castello di andare sull’1-0 con il parziale di 25-22. Prologo difficile per San Giustino anche nella frazione successiva, con uno 0-3 d’acchito (ricezione non pulita) e la Mancini che mette a frutto il servizio portando le locali sul 9-5. Le biancazzurre rispondono con difesa e muro e agguantano la parità (10-10), prima di dar via al break sulla battuta di Noemi Polimanti (11-14) presto rintuzzato da un Città di Castello nel quale la centrale Giorgi e le laterali Mancini e Gradassi cominciano ad avere la “mano calda”, ma quando la Polimanti torna al servizio San Giustino riallunga fino al 23-18, che diventa 23-22 a seguito della reazione biancorossa. Una schiacciata fuori della Mancini e un attacco vincente della Ihnatsiuk firmano la sofferta parità sul 25-23. Il terzo set è quello più povero di storia, nel senso che Città di Castello parte ancora con il piede giusto (3-0 e subito 5-2) e replica alla risposta delle avversarie con un ace della Giorgi e un turno in battuta di quest’ultima che diventa decisivo per i destini della frazione di gioco: sul 12-7, Città di Castello è già in fuga, anche l’opposto Tarducci comincia a piazzare colpi letali e una ricezione in crisi da parte di San Giustino porta fino al massimo vantaggio di 16-9, con nuovo allungo tifernate sul 17-13. Quando Città di Castello va sul 22-14, il 2-1 è oramai blindato e viene suggellato da un muro vincente sulla Ihnatsiuk, con un finale di 25-17 che lascia poco spazio a commenti. Ed eccoci al sensazionale quarto set, che Città di Castello ha il merito di orientare subito dalla sua parte: l’ace della Budassi (siamo sul 5-2) dà il via a un break che sottolinea il netto dominio della Giorgi e compagne; le avversarie collezionano errori anche in ricezione e subiscono un passivo di 1-11. Città di Castello è invece superiore in tutti i fondamentali e stordisce letteralmente le ragazze di Brighigna, che quando si ritrovano sotto di 12 (6-18) sembrano oramai in balia delle padrone di casa, ma il miracoloso recupero sta per consumarsi. San Giustino si ricorda di essere la prima della classe e fa leva principalmente sul muro per ridurre le distanze a -7. Il momento di rilassamento per Città di Castello sembra passato quando la compagine di Stefano Dini va sul 20-11. È finita? Macchè! Di scambio in scambio, grazie in primis all’efficacia del muro ma anche a qualche efficace schiacciata, San Giustino si riavvicina lentamente e va sul 17-20; dopo il punto numero 21, Città di Castello incappa in un black-out che permette alle ospiti, con la Nuti in battuta, di realizzare il 7-0 che capovolgerà gli equilibri e che sul 25-22 (San Giustino è protagonista di un 19-4 in suo favore) rinvierà ogni decisione al tie-break. Città di Castello assiste impotente e sugli spalti i tifosi sangiustinesi si rianimano: le beniamine sul campo non li hanno traditi neanche stavolta e la speranza della vittoria è adesso riaccesa in pieno. Città di Castello non sembra accusare il contraccolpo psicologico, almeno in apertura dell’ultimo set: dallo svantaggio sul 2-4 passa al 6-4 e un primo tempo della Giorgi firma il punto dell’8-6, con conseguente cambio di campo. È tuttavia l’ultima fiammata di Città di Castello: entra in scena la Ihnatsiuk, che con due attacchi e un muro (ma in mezzo c’è anche un ace della Brunetti con tanto di …nastro) trascina San Giustino sull’11-8. Muro sulla Polimanti e situazione che va sull’11-10, ma la stessa Polimanti si riscatta con uguale “moneta”, poi un attacco della Ottaviani e una conclusione out della Gradassi portano San Giustino sul 14-10. Prima però di liberare la loro gioia, i supporter biancazzurri dovranno penare: un muro subito e un diagonale fuori della Ihnatsiuk (comunque straordinaria con i suoi 34 punti), più un’azione viziata da una possibile palla trattenuta riportano in bazzica Città di Castello. Siamo sul 14-13 per San Giustino, che imposta al meglio l’ultima azione del derby con un perfetto primo tempo al centro chiuso da Angelica Nuti. Esulta finalmente il settore occupato dai supporter biancazzurri: l’imbattibilità è salva dopo la grande paura, la striscia positiva è ora di 10 successi e anche la possibile perdita del primato a beneficio della Sport Evolution di Castiglione del Lago diventa un dettaglio di minore importanza.

Tensione e fatica sul volto di tutti i protagonisti di questo stupendo derby: San Giustino ha seriamente vacillato, ma al momento giusto si è rimesso in piedi e ha sistemato la difficile pratica con la conquista di 2 punti in un’altra trasferta di quelle più a rischio. Come del resto il campo ha confermato alla grande. “E’ stata una gara dai due volti – commenta ancora a caldo Francesco Brighigna, allenatore del San Giustino – perché siamo partiti non bene, soffrendo troppo in ricezione e sciupando tanto anche in battuta. Comunque sia, i primi due set sono stati giocati su entrambi i fronti, con un equilibrio sostanziale testimoniato anche dai rispettivi parziali. Poi è subentrato il momento più difficile, quello che ha rischiato di riservarci il primo dispiacere della stagione”. Ma sul 18-6 del quarto set, quando la sentenza di condanna stava oramai per essere pronunciata, che cosa è avvenuto di tanto speciale da rivoltare la situazione? “Ho detto semplicemente alle ragazze di chiudere gli occhi e di non guardare il tabellone, ma soltanto il campo di gioco, pensando a recuperare punto dopo punto. È successo che - aggiustando la ricezione, risultando meno fallosa e avendo una maggiore pazienza – la squadra ha realizzato l’eccezionale impresa. Complimenti al Città di Castello per averci messo alle corde, ma credo che alla resa dei conti la nostra vittoria sia da considerare meritata”.

