
Dario Mandó
Caro direttore, chiedo gentile ospitalità alla testata Pianeta Volley
per illustrare i motivi che mi hanno portato a propormi quale futuro
presidente del comitato regionale. La mia attuale candidatura non nasce
da una particolare ambizione personale, né tantomeno dalla necessità di
avere una ‘vetrina’ per finalità extrasportive, ma dalla semplice
constatazione che per provare a cambiare il modo di gestire ed
organizzare la pallavolo regionale bisogna avere il coraggio di mettersi
direttamente in gioco senza limitarsi a sterili polemiche o lamentele.
L’operato del comitato umbro nell’ultimo quadriennio è stato a mio
parere negativo sotto diversi aspetti e questo giudizio è condiviso da
molte società, tecnici ed atleti che ho avuto modo di incontrare in
palestra sia nelle stagioni passate sia in questi giorni di ‘campagna
elettorale’. So che la scarsa attività del comitato regionale di questi
ultimi anni viene giustificata alle società con il pesante ‘buco di
bilancio’ (superiore ai 140 mila euro) che sarebbe stato ereditato dalla
precedente gestione Andretta (organizzatore nella nostra regione,
insieme alla Fipav nazionale, degli Europei juniores femminili del
2008), tanto che, riportata la situazione finanziaria in equilibrio, i
prossimi quattro anni vengono prospettati dal mio competitor come quelli
del rilancio. A tale proposito non posso non rilevare come di tale
presunto risanamento debba necessariamente farsi professione di fede
poiché le società, nonostante fosse stato loro promesso nel febbraio
2009 un costante aggiornamento sulla situazione finanziaria, non hanno
potuto ad oggi verificare alcun dato contabile ed attendono ancora di
essere convocate a riguardo. Mi permetto solo di sottolineare che il
presidente uscente dott. Andretta non ha avuto un solo giorno di
sospensione per la questione del presunto ‘buco di bilancio’ (è di
questi giorni la squalifica di due anni del presidente provinciale della
Fipav di Reggio Calabria per aver lasciato un disavanzo di ‘soli’
53.000 euro) ed il nostro comitato ha incassato, sin dai primi mesi del
suo mandato, oltre 80 mila euro per refusione di somme spettanti da
parte della Fipav nazionale e contributi degli enti locali (Regione e
Comune) già previsti per l’organizzazione dei ricordati campionati
Europei juniores. Se a ciò aggiungiamo che il comitato ha ritenuto di
cambiare sede all’inizio del 2010, andando a pagare un canone di
locazione superiore di quasi il 50% rispetto al precedente e sostenendo
ulteriori spese straordinarie (per trasloco, nuovo mobilio, centralino
telefonico, ecc.) per circa 15-18 mila euro, posso a buona ragione
ritenere che il tanto decantato risanamento non sia stato la principale
preoccupazione di questo comitato uscente. Ma non è tanto la questione
del bilancio che mi interessa sottolineare (fermo restando che uno dei
punti del mio programma prevede proprio l’elaborazione di un rendiconto
economico e finanziario trasparente e accessibile alle società per
consentire a queste di verificare come vengono spesi i loro soldi e lo
stato di salute del comitato) quanto piuttosto ciò che non è andato
nella gestione operativa del nostro comitato territoriale, quanto non è
stato fatto e ciò che invece potrebbe essere realizzato anche con
limitate risorse economiche. Mi permetto di indicare in maniera succinta
cinque punti. 1) Settore Minivolley Il 20 % degli atleti tesserati
umbri ha meno di 12 anni. Di loro il comitato si è completamente
dimenticato (fatta salva l’unica manifestazione annuale di Santa Maria
degli Angeli, peltro svoltasi solo a fine stagione agonistica) tanto che
le società hanno dovuto organizzarsi in proprio con tornei interni
oppure rivolgendosi al Csi il quale organizza manifestazioni mensili con
partecipazione di 150/200 atleti a volta. Il mio programma prevede il
ripristino, sotto l’egida Fipav, dei circuiti di minivolley a livello
territoriale, coinvolgendo in tale attività di promozione e sviluppo
anche le scuole primarie. 2) Settore Scuola Nessuna attività di
promozione è stata fatta nel settore scuola né con interventi diretti né
con attività di supporto alle società. La mia proposta è quella di
riattivare un canale di collaborazione fattiva tra istituti scolastici,
Provveditorati, comitati e società di pallavolo. In particolare il
Comitato regionale, d’intesa con i comitati provinciali e le società,
dovrà farsi promotore di iniziative come l’offerta gratuita del
minivolley a scuola con l’ausilio di tecnici qualificati, gli incontri
tra gli studenti e gli atleti delle massime categorie (resa possibile
dalla partecipazione di tre società umbre alla serie A maschile e di
quattro alla serie B1 femminile), nonché il ripristino di un torneo di
pallavolo tra istituti scolastici delle scuole secondarie (sul modello
dei Giochi della Gioventù con costi a carico del comitato). 3) Settore
Maschile Nulla è stato fatto per incentivare e promuovere la pallavolo
maschile che, come ben noto a tutti, soffre negli ultimi anni un
consistente calo di iscrizioni a fronte del costante innalzamento
dell’età media degli atleti (il 20% dei pallavolisti umbri ha più di 30
anni). La mia proposta è quella di ripartire con il coinvolgimento dei
ragazzi dalle scuole (attraverso l’attività già indicata al punto
precedente nonché proponendo a società, dirigenti ed allenatori
attraverso appositi corsi di qualificazione i modelli che su base
nazionale (vedi Scuola di Pallavolo Anderlini Modena) hanno ottenuto
maggiore successo. 4) Settore femminile ed organizzazione dei
campionati E’ stato disposto l’allargamento dei campionati di serie C e D
femminile a 18 squadre con conseguente aumento di costi per le società
(tasse gara, palestre, trasferte), decremento del livello tecnico (non
ci sono così tante atlete di livello regionale), aumento dei disagi e
rischi per le giocatrici (sono previste molte gare infrasettimanali e si
prospettano sino a 40 partite annuali per coloro che parteciperanno ai
play-off). Sono stati inoltre indetti campionati senza alcun
coordinamento con quelli provinciali (vedasi l’organizzazione del
campionato d’eccellenza under 16 stagione 2011/12 inizialmente fissato
per febbraio, in piena concomitanza con quello provinciale, e poi
partito ad aprile, con incontri giocati senza ancora che fosse
ufficializzato il calendario e con 7 gare disputate in meno di 4
settimane). La mia proposta è quella di un ritorno a campionati
regionali a 16 squadre con possibile riduzione a 14 squadre (per fine
quadriennio e di intesa con le società che si potranno esprimere in
occasione della cosiddetta consulta dei presidenti, assemblea di società
da riunire due volte l’anno per stabilire gli indirizzi del comitato in
ambito sportivo, tecnico e sociale) nonché di organizzare campionati di
categoria di eccellenza solo se condivisi in sede di consulta con i
comitati provinciali. 5) Rapporti interni al comitato e con i comitati
provinciali La vita del consiglio regionale è stata caratterizzata da
continui scontri tra consiglieri, deferimenti e dimissioni. Anche i
rapporti con il comitato di Perugia (che rappresenta oltre l’80% delle
società umbre) sono stati burrascosi tanto che, oltre alla scelta di
stabilirsi in due sedi separate, non è stato condiviso nessun progetto
in sede di consulta né tantomeno si è pensato di coinvolgere il comitato
provinciale in alcune manifestazioni degli ultimi anni. Il mio
programma prevede il ripristino di una sede unica per comitato regionale
e provinciale di Perugia, la rivalutazione della consulta regionale
quale organo di valore effettivo nelle decisioni in cui è chiamata ad
esprimersi (per tornare così ad ampliare la collaborazione tra CR e CP),
la rivalutazione del consiglio regionale attraverso la massima
possibilità di partecipazione a tutti i componenti del comitato, non
solo nelle riunioni periodiche ma anche nell’organizzazione di attività
sia interne (Cogp – arbitri – allenatori – dirigenti – campionati) che
esterne (relazioni con enti e scuole – attività Coni ed Eps, ecc). Mi
auguro che l’assemblea di domenica sia molto partecipata. E’ importante
che società, atleti e tecnici sentano direttamente dalla voce di tutti i
candidati (presidenti e consiglieri) i programmi per il prossimo
quadriennio, esprimano le loro opinioni e quindi scelgano le persone che
potranno garantire al meglio la loro attività e lo sviluppo di tutto il
movimento pallavolistico regionale.
Dario Mandò
da pianeta volley
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