
JESI (AN) – Che tripudio per Perugia. La Despar vince il suo terzo scudetto negli ultimi cinque anni. Un successo che è netto, nettissimo, meritato, meritatissimo. Nella gara 3 di finale scudetto le ragazze di Massimo Barbolini si impongono per 3-0 alla faccia del fattore campo, che sin dai quarti di finale è stato avverso, ma sistematicamente contraddetto.Una rincorsa, unica nella storia del volley dell'era play off. Dal quinto posto nessun oera mai risalito sino al titolo.
Ma la Despar di Massimo Barbolini, da oggi solo CT azzurro, è una squadra cittadina del mondo, non ne fa un problema di casa, di mura amiche: due brasiliane, Fofao e Walewska, desiderose di riscattare l’argento mondiale, una cubana naturalizzata Francia, una bulgara – Zetova - che non tramonta mai nonostante tutti lo dicano ogni anno, una mamma - Gioli - più in palla di quando ancora una maternità non sapeva nemmeno che fosse, una napoletana – Del Core - che mai come quest’anno si è meritata la convocazione in nazionale, un libero – Arcangeli - che è l'unica bandiera umbra della squadra, una panchina pronta all’occorrenza.
Una squadra senza casa, con una casa in ogni palasport. Per Perugia è festa scudetto, per Massimo Barbolini il più bell'addio alla terra umbra. E' il suo quinto s scudetto, a Perugia benedicono ancora quel giorno oramai lontano in cui un medico gli disse stop al volley giocato che lo portò al ruolo di vice di Velasco... Altro Volley, ma la scuola, la gavetta oggi paga. Eccome e si vede nel paragone del gioco delle due squadre in campo. Jesi, mai imprevedibile. Solo forza di Rinieri e Togit, campanili stile anni '80 di Marinova. Dall'altra parte stupisce anche Del Core. Fofao meraviglia, Gioli e Waleska sono un ottimo supporto a Francia e Zetova.
Ma la Despar di Massimo Barbolini, da oggi solo CT azzurro, è una squadra cittadina del mondo, non ne fa un problema di casa, di mura amiche: due brasiliane, Fofao e Walewska, desiderose di riscattare l’argento mondiale, una cubana naturalizzata Francia, una bulgara – Zetova - che non tramonta mai nonostante tutti lo dicano ogni anno, una mamma - Gioli - più in palla di quando ancora una maternità non sapeva nemmeno che fosse, una napoletana – Del Core - che mai come quest’anno si è meritata la convocazione in nazionale, un libero – Arcangeli - che è l'unica bandiera umbra della squadra, una panchina pronta all’occorrenza.
Una squadra senza casa, con una casa in ogni palasport. Per Perugia è festa scudetto, per Massimo Barbolini il più bell'addio alla terra umbra. E' il suo quinto s scudetto, a Perugia benedicono ancora quel giorno oramai lontano in cui un medico gli disse stop al volley giocato che lo portò al ruolo di vice di Velasco... Altro Volley, ma la scuola, la gavetta oggi paga. Eccome e si vede nel paragone del gioco delle due squadre in campo. Jesi, mai imprevedibile. Solo forza di Rinieri e Togit, campanili stile anni '80 di Marinova. Dall'altra parte stupisce anche Del Core. Fofao meraviglia, Gioli e Waleska sono un ottimo supporto a Francia e Zetova.
da VOLLEYBALL.IT
2 commenti:
KE DIRE...DOPO LA DIPARTITA DELLA AGHERO SEMBRAVA UNA SQUADRA FINITA!...ALL'ANIMA...PECCATO NN AVER VISTO LA PARTITA...VALE FACCE SAPERE QND C'E' LA REPLICA.....
davvero brave.... complimenti soprattutto all'imbattibile barbolini
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