29 maggio 2020

CITTÀ DELLO SPORT: NO GRAZIE!! MEGLIO CITTÀ SPORTIVA.

In questi momenti, e ascoltando chi ne sa molto più di me, riguardo lo sport e le sue dinamiche future, ho riflettuto sul l'opportunità di cambiare modello dello sport all'interno di un Comune e soprattutto prendere coscienza, nel comune stesso, che l'esigenza sportiva della gente è cambiata enormemente.

Il COVID ha evidenziato, e non sono certo io solo che lo dico, che la gente sente l'esigenza di fare sport in maniera DESTRUTTURATA, cioè lontano dallo sport ORGANIZZATO ( orari palestra, corsi, istruttori, campionati ecc. Ecc. ) che in molti casi, ne limitano la fruizione e soprattutto lo svolgimento.

Sono nati quindi sempre più gruppi spontanei di runner, di ciclisti, di palestre e impianti affittati ai privati, e il proliferare di sport dove ci si può allenare quando si vuole e quanto si vuole. 

Questo ha portato ad una creazione della CULTURA DELLO SPORT LIBERO. Cioè un vero e proprio cambio di paradigma sportivo. E soprattutto vera e propria rivoluzione culturale. 

Allora io mi chiedo perché non ne approfittiamo in questo momento per cambiare anche a livello LOCALE? Perché non convertire COMUNE che aiuta le associazioni a fare sport in un comune che alimenta la CULTURA SPORTIVA?

L'ISTAT dice che il 63 % delle persone vorrebbe che molti spazi comunali vengano convertiti in parchi sportivi. Ovviamente gli sport hanno bisogno di ATTREZZATURE, ma penso alle aree poco sfruttate, perché non mettere due pali e una rete? O due canestri? O due porte? O delineare percorsi fruibili ai runner ai ciclisti o a.i semplici camminatori?
Perché non destinare spazi allo SPORT LIBERO?

ATTENZIONE, NOI PENSIAMO SEMPRE AI RAGAZZI, MA CI SONO TANTISSIMI ADULTI CHE FANNO SPORT. GUARDATEVI INTORNO.

Ecco, allora perché non cogliere la classica " palla al balzo " e iniziare a pensare che lo sport non è solo fare parte di un associazione, ma lo sport è un ESIGENZA SOCIALE, CREA BENESSERE, È UN OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO,  e sopratutto, per un Comune è l'indice principale del F.I.L. 
" FELICITÀ INTERNA LORDA ".

VLRNK

17 gennaio 2020

VUOI VINCERE? ALLENA L'IGNORANZA!!

Lo so il titolo è provocatorio. Ma poi non così tanto, lo è se si interpreta la parola " ingnoranza " come atteggiamento irrispettoso nei confronti di qualcuno. Non lo è se lo si interpreta come " mancanza di conoscenza".
Spesso, infatti, vedo nei settori giovanili, la tendenza ad allenare, solo, le cose che si sanno fare, a puntare a sfruttare le poche risorse disponibili per " vincere " qualcosa in più. Vittoria che nella maggior parte dei casi, rimane fine a se stessa, importantissima ai fini societari e per la soddisfazione dei ragazzi, ma che tende a bloccare lo sviluppo sportivo dell'atleta, creando un falso riferimento: - riesco a vincere, quindi sono bravo. Convinzione che porta all'abbandono ( dropout ) sportivo quando aumentano le difficoltà con il susseguirsi delle categorie, per le troppe aspettative. 
Purtroppo, in un gioco di squadra come questo, l'individualità ha una grossa incidenza nei primi anni di attività, dove l'atleta precoce, può compensare le mancanze di alcuni giocatori, e dove il gioco in se si sviluppa sul piano del " chi sbaglia meno vince ". 
Quindi è giocoforza, non limitarsi ad allenare le cose che i nostri atleti sanno fare, ma bisogna allenare la loro "ignoranza", puntando a dare ai ragazzi più strumenti possibili, allenando, come diceva un grandissimo allenatore, anche " l'impossibile e l'improbabile" cercando di non limitarsi nel cercare e trovare nuovi modi per stimolare l'apprendimento di cose che non si sanno fare.
Non saper fare una cosa e imparare a farla però richiede tanto lavoro, sopratutto se il transfert è limitato dal poco tempo che si ha a disposizione. Ma è necessario, se l'obiettivo societario è costruire giocatori vincenti e sopratutto per riuscire a dare i mezzi necessari ai nostri atleti di diventare "bravi".
Perché la "bravura" va alimentata, per rendere consapevole il ragazzo delle proprie capacità, che di conseguenza generano: entusiasmo,  voglia di allenarsi e di sacrificarsi. 
Allenando, appunto, l'ignoranza, la fantasia e l'autonomia. 
Questo modo, a mio avviso, di strutturare il proprio sistema dinallenamento, inevitabilmente, genera una cosa meravigliosa, che si chiama AUTOSTIMA, e questi tempi, non crea solo atleti di SUCCESSO, ma PERSONE di successo. 

VLRNK

02 gennaio 2020

Arrivano gli AMERICANI


Partecipa aI tryouts di Torino per scoprire come poter conquistare la possibilità di ottenere una borsa di studio per meriti sportivi nei College USA. Mostra il tuo talento e le tue capacità, potresti essere selezionata per lo Showcase di giugno, in cui saranno presenti diversi allenatori di college americani.
L’evento si svolgerà durante l’intera giornata con un allenamento al mattino, subito dopo pranzo si terrà la conferenza informativa sui sistemi sportivi e accademici dei college americani e le possibilità di ottenere borse di studio per poi concludere la giornata con l’allenamento pomeridiano.
Sarà possibile partecipare anche alla sola conferenza per poter scoprire le opportunità anche per gli altri sport sponsorizzati dalle leghe sportive americane.
Un’occasione da non perdere!
A breve verranno aperte le iscrizioni, seguiteci sui social e sul nostro sito per rimanere informati!
 SAVE THE DATE!!!
Quando:  4 Gennaio 2020  
Dove: Centro Sportivo Lingotto, via Ventimiglia 195/A, Torino
Programma:
  • 09.30 –  Arrivo e check-in
  • 10.00 – 11.30 – Primo Allenamento
  • 12.30 – Pranzo
  • 13.30 – Conferenza 
  • 15.00 – 17:00 Secondo allenamento e chiusura 
Costo: 25,00€ include:
  • 2 allenamenti 
  • pranzo 
  • conferenza 
  • maglietta 
Per le atlete che non desiderano usufruire del pranzo €20.
Per iscrizioni alla sola conferenza (partecipazione gratuita, numero chiuso, iscrizione obbligatoria): inviare una mail ad elitza@sportlinx360.com indicando nome, cognome, numero di telefono, email, numero partecipanti e sport di riferimento. 
 Per maggiori informazioni:
Jesica @ +39 346 3062524 (telefono o whatsapp)

20 dicembre 2019

BADIA TEDALDA CON FURORE!!!


Dovrei cambiare nome al BLOG, non piu' VOLLEY CLUB LAMA, ma VOLLEY CLUB BADIA.
AH AH AH! Ma lo lasceremo cosi'... per amore delle tradizioni.
Comunque BADIA c'e'!!! due anni di attivita' a Badia Tedalda  ora lo possiamo confermare. 
Ovviamente con le difficolta' del caso, la prima quella logistica, Badia e' distante per chiunque, Umbria e Toscana. 
La seconda e' il palazzetto, che alla fine e' una palestra destinata all'attivita' scolastica ed essendoci montato un palco per le manifestazioni, e la mancanza di fori per i pali e le linee in terra, non la rende utilizzabile per gare ufficiali.
Terzo, e' il numero di bambini presenti nel comune, che ovviamente, in proporzione non potranno mai competere con le altre realta' Valtiberine.
Ma alla fine ci sono ben 19 bambini presenti, che ci mettono tantissimo impegno, lo stesso che mettiamo noi allenatori, che non ci andiamo con il piede leggero, anzi, tecnica e lavoro di coordinazione di base, insieme ad una parte ludica sono sempre li. E ci sono i i loro genitori,con i quali abbiamo stabilito un ottimo rapporto di fiducia.

Mi chiedono quanto durerà, non importa quanto, l'importante che per adesso ci sia, perche' il progetto della Pallavolo Badia, non e' un vero e proprio progetto sportivo, ma un progetto sociale, nel vero senso della parola, dove far fare attivita' sportiva extra scolastica a questi bambini, diventa una vera e propria missione, non banale, ma vera e reale!

VLRNK



10 dicembre 2019

VOGLIO DIVENTARE "BRUNO".


No! Stavolta non c'entra il colore dei capelli. Vorrei veramente diventare Bruno o meglio Bruniño.
E già perche questo ragazzone del 1986, in questo fine settimana ha veramente chiuso un circolo incredibile della sua vita, infatti, ha vinto l'ultimo trofeo che gli mancava: il mondiale per Club con la Lube. Si avete capito bene, a 33 anni, questo signore di Rio de Janeiro, ha fatto veramente barba e capelli ai più grandi " alzatori " della storia del nostro sport, vincendo tutto, dal campionato alle Olimpiadi, coppe comprese.
Ma i successi non sono mai frutto del caso, non arrivano perché sei una specie di " predestinato" figlio di un certo Bernardiño, ex palleggiatore ma sopratutto CT di quella nazionale verde-oro, capace di rivestire d'Oro il Brasile con 2 Olimpiadi e 3 Mondiali vinti, per non dire le 8 Worldleague e i 10 Campionati Sudamericani. No, perché nel 2006, quando esordì in WL,vincendola, tutti erano pronti a ricordarglielo, nonostante avesse vinto, con la sua Florianopolos 5 dei 7 campionati dispotati, tutti, me compreso eravamo li a dire: 
- se non era per Bernardo, uno con un palleggio così, in nazionale non ci andava.
E invece, e invece mi sbagliavo, ci sbagliavamo. Bruno o Bruniño, ha dimostrato non solo di esserselo meritato il posto da titolare, ma di averselo guadagnato sul campo, proprio li dove conta davvero.
Lavorando maniacalmente, prima su se stesso, suoi obiettivi, poi su come raggiungerli, interpretando al meglio la parola " professionista " e inseguendo, senza un attimo di sosta, la parola vittoria. 
Una parola difficile se non ha ben chiaro quale sia la responsabilità e i compiti del tuo ruolo, il regista, la mente, il palleggiatore. Anzi lo scrivo con la lettera maiuscola Il Palleggoatore, che deve trovare la sintonia con tutti i componenti della squadra, che ha bisogno della ricezione buona per poter alzare la miglior palla al giocatore giusto al momento giusto, sapendo che avrà bisogno di tutti per raggiungere quell'obiettivo ,quel sogno, che è riuscito a raggiungere e a toccare così tante volte che dopo una finale dove tu sei diventato IL PIÙ GRANDE, hai lasciato che chi ti ha permesso di esserlo ( Leal ) prendesse il premio di MVP che ti avevano assegnato ricordando a tutti che avolte non si premia chi lo merita veramente.
Questo dovrebbe essere quello che si deve cercare in un ragazzino che ha voglia di assumersi la responsabilità di questo meraviglioso ruolo. Umiltà voglia di lavorare e voglia di vincere!!!
Saudade Bruno!!!
Stasera vorrei essere te.
Vlrnk


07 dicembre 2019

MASCHI CONTRO FEMMINE.


Prendo spunto da una piacevole chiacchierata che ho avuto ieri con un amico,  un grande sportivo che ammiro e invidio, riguardo al settore maschile. Premetto che questa piccola analisi l'avevo già fatta tanto tempo fa, ma ieri, mi sono messo a ricercare un po di dati per vedere se il trend fosse cambiato. Ovviamente no!! Migliorato forse, ma rimane sempre una situazione, tesserati maschile, molto complicata se la si guarda in termini di qualità. Allora iniziamo:

Premessa: in Italia la PALLAVOLO è il Terzo sport più praticato.
1°CALCIO
2° TENNIS
3° PALLAVOLO.

In UMBRIA ci sono più società di Calcio e Ciclismo che di pallavolo ( 3° posto )
In TOSCANA addirittura le societa di PESCA sono maggiori di quelle di pallavolo. (4° posto).
E solo in VENETO, MARCHE e SARDEGNA i tesserati di Volley sono dietro al Calcio, altrimenti la pallavolo è sempre 3° dietro a calcio e tennis.

Dati Fipav 2016/2017
N°tesserati TOTALI 367.943

N°tesserati FEMMINE 279.893
N°tesserati MASCHI 88.050
In percentuale:
76% FEMMINE
24%MASCHI

SITUAZIONE UMBRIA E TOSCANA.
TOSCANA
19.774 FEMMINE ( 83%)
3.987 MASCHI (17%)
UMBRIA 
5080 FEMMINE (81%)
1.159 MASCHI (19%)

Detto questo, mi limito solo a macro dati, si dovrebbe aggiungere che: 
Secondo il prof. Enzo D'Arcangelo, docente di Statistica all'universita di Roma.

Il 56,8% dei tesserati abbandona l'attività pallavolistica dopo 2 anni. 
E che solo dopo 5 anni saranno rimasti solo il 22%, dopo 10 anni l'8% e dopo 15 anni il 3,6%

E di questi, divisi perfettamente al 50 percento, solo 24 atleti saranno arrivati in serie A1 ( lo 0,0065% ) 
MASCHI A1 lo 0,014 % 

Ecco, ho finito. Quindi, il rapporto iniziale è di 1 maschio ogni 4 femmine, e questo rende il reclutamento di per se difficile, perché per una squadra maschile di 12 bambini ti trovi 48 femmine in palestra, e statisticamente per avere un potenziale atleta MASCHIO da serie A1 devi portare ad allenarsi 

7.337 bambini maschi ( con 29.350 femmine di contorno eh eh eh!!! )

Ti voglio bene amico mio. 
Vlrnk






05 dicembre 2019

VOLLEYCLUB 20 ANNI DOPO.

Ci sono voluti 20 anni ma ce l'abbiamo fatta!!!
E si, il VCL si ritrova, o meglio, la squadra delle ragazze della prima divisione, che ho avuto la fortuna di allenare dal 2002 si è ritrovata intorno ad un tavolo. 
Ovviamente non erano tutte, anche perché, delle adolescenti che avevo lasciato 10 anni fa, non c'è rimasto molto. Anzi, ho ritrovato magnifiche donne, e sopratutto magnifiche mamme. E quindi, gli impegni sono ovviamente accavallati. Lavoro, famiglia, c'è chi si è addirittura trasferita in Australia e c'è chi invece è in dolce attesa. Ma chi c'era ha riaperto tanti cassetti della memoria, sopratutto o miei, nei tanti momenti passati insieme. E tra la buona birra del Birrificio Altotevere e le chiacchiere è arrivato anche il momento di scambiarsi i regali, come vuole la tradizione di squadra, dove a sorte, una ragazza fa il regalo a un altra, così da rendere al cosa divertente e ricca di sorprese. 
Beh! Ovviamente io devo fare il regalo a tutte... altrimenti che allenatore sarei? 

Insomma una rimpatriata degna del VolleyClub, e sicuramente da rifare. Ovvio, stavolta sarebbe logico legarci una partita di pallavolo. Ma infondo va bene così. 

Io cosa posso dire? Questa squadra ha fatto parte di una gran fetta della mia vita. E a loro devo tanto. Come allenatore, ma sopratutto come uomo. Perché allenare è semprenuno scambio reciroco con i giocatori. Uno scambio sportivo e umano, dove avolte i risultati sono più legati alla fiducia che si ha per entrambi che per le capacità tecniche. 
Come ho detto, le ho lasciate ragazze le ritrovo donne. Però con lo stesso sguardo, un po più stanco forse, più felice certamente, ma semprenlo sguardo fiero di una grande squadra, la mia.

Grazie donne!!!
Vlrnk