29 ottobre 2020

E ORA PRESIDENTE?

SANSEPOLCRO - Quando si crede in qualcosa, fortemente, follemente, ad un certo punto ci si rende conto che se si vogliono cambiare le cose bisogna farlo attraverso se stessi e non attraverso gli altri.

Non so se era il momento giusto, ma sono sicuro che era il MIO momento, quello di dare il mio piccolo contributo alla vita sportiva dei ragazzi. 

e nel 1983 quando ho varcato la porta della palestra nera del Campaccio per il primo allenamento, non avrei mai immaginato che mi sarei qui a scrivere la parola PRESIDENTE sotto il mio nome.

Ma so benissimo che cosa, in questi 37 anni,  mi ha dato lo SPORT, cosa ha dato ad un ragazzo, timido, impacciato e insicuro, a come mi ha aiutato nel periodo piu' brutto della mia vita. Ed ho imparato l'importanza dei VALORI che lo sport trasmette e a come riesce a migliorare tanti ragazzi che spesso hanno solo bisogno di fiducia e rispetto.

Per questo, ho deciso che era ora di dare il mio piccolo e modesto contributo alla causa.

MA non voglio essere da solo, avro' bisogno di tutti, di tante persone, tutte quelle che sposeranno l'idea di rendere lo sport un VEICOLO SOCIALE per migliorare la vita dei ragazzi, attraverso esperienze che possano gratificarli e renderli protagonisti della LORO VITA sportiva e non.

Allora ringrazio chi ha reso possibile tutto questo. 
Grazie alla mia meravigliosa famiglia.
Grazie a tutti i miei compagni di squadra.
Grazie a tutti i miei atleti e alle mie atlete.
Grazie a chi vorra' sostenerci.
Grazie a chi ci critichera'.

Dedico tutto questo alla piccola AISHA e al LEO, e a tutti quei bambini che non diventeranno MAI campioni, ma che attraverso lo sport diventeranno sicuramente MIGLIORI.

Valerio Giunti
Presidente 
ASD VOLLEY REVOLUTION




 

20 agosto 2020

ULTIMO AD ESSERE SCELTO!!

Quando ero piccolo giocavamo a pallone all'interno del giardino di Piero della Francesca, e venivo (quasi ) sempre scelto per ultimo.
Erano gli anni 80, gli inizi dei mitici anni 80.
Il periodo è quello classico delle vacanze estive. Quando tutti i ragazzi di Porta Romana, quelli della mia generazione, si ritrovavano, più o meno controllati dalle nonne o nonni, all'interno di una delle Palestre più famose di Sansepolcro: il giardino di Piero della Francesca. Ex giardino di un convento convertito ad area comunale, con tanto di statua del famoso pittore Biturgense e ben 2 vasche con pesci rossi ( negli anni 80 c'era anche un orinatoio ma lasciamo perdere).
Fatto sta, che questa area recintata diventava in effetti una vera palestra o campo da gioco. Quale gioco? Tutti!
Dal semplice rincorrersi a giocare a nascondino a biglie, a ribabandiera ecc. 
Ma ovviamente non poteva mancare il Calcio. 
Ovviamente il rituale era sempre quello, quello che portava il pallone ( Supertele, Santos o il famoso Tango ) era uno dei capitani, l'altro era il più forte o il più grande. 
Classica "conta" per decidere chi doveva iniziare a scegliere e organizzavamo le squadre.
Ovviamente la prima scelta ricadeva sui poi bravi, poi i meno peggio, poi l'amico, e alla fine rimanevano quelli che come me, non avevano i piedi buoni, anzi erano "scarsi" proprio.
Ma come per i titolarissimi, essere gli ultimi ad essere scelti era una condizione che ai tempi non procurava traumi esistenziali, non uscivamo dal campo in lacrime e al più, quando decidevano di giocare a pallone, te la cavavi dicendo " non mi va' ".
Che poi, se le squadre erano dispari, venivi chiamato da tutti a gran voce e i più grandi si lanciavano in un: " dai che poi ti facciamo giocare in attacco!! ".
Quindi, io e il mio amico, ultimi della scelta, alla fine trovavamo la nostra dimensione. Senza traumi, senza paure. Senza tornare a casa piangendo o aizzando i genitori a rivendicare il mio posto da titolare.
Lo sport, il gioco, e le sue dinamiche, se vissute con la giusta serenità, ti insegnano a capire che esistono gerarchie e posizioni. Che essere l'ultimo ad essere scelto, avveniva perché quelli prima erano solo più bravi, per tanti motivi, ma non erano migliori di te. Non esisteva un esclusione a prescindere, tutti erano indispensabili anche solo per fare numero. E nessuno si sarebbe mai permesso di metterlo in dubbio. 
E quando si iniziava a giocare nessuno si sentiva escluso. Perché in ogni gioco in ogni sport si può avere la propria dimensione. Da titolare o da scarso, da primo della lista a panchinaro. Purché qualcuno te lo insegni e non te lo faccia pesare. 
Io ero l'ultimo ad essere scelto, ma il più entusiasta quando venivo scelto. Ero il più scarso in campo, ma ero quello che correva di più e non si risparmiava.
Poi dal calcio al giardino di Piero sono passato alla Pallavolo, ma quella è un altra storia.
Buona vita!!! 
#valerinik

29 maggio 2020

CITTÀ DELLO SPORT: NO GRAZIE!! MEGLIO CITTÀ SPORTIVA.

In questi momenti, e ascoltando chi ne sa molto più di me, riguardo lo sport e le sue dinamiche future, ho riflettuto sul l'opportunità di cambiare modello dello sport all'interno di un Comune e soprattutto prendere coscienza, nel comune stesso, che l'esigenza sportiva della gente è cambiata enormemente.

Il COVID ha evidenziato, e non sono certo io solo che lo dico, che la gente sente l'esigenza di fare sport in maniera DESTRUTTURATA, cioè lontano dallo sport ORGANIZZATO ( orari palestra, corsi, istruttori, campionati ecc. Ecc. ) che in molti casi, ne limitano la fruizione e soprattutto lo svolgimento.

Sono nati quindi sempre più gruppi spontanei di runner, di ciclisti, di palestre e impianti affittati ai privati, e il proliferare di sport dove ci si può allenare quando si vuole e quanto si vuole. 

Questo ha portato ad una creazione della CULTURA DELLO SPORT LIBERO. Cioè un vero e proprio cambio di paradigma sportivo. E soprattutto vera e propria rivoluzione culturale. 

Allora io mi chiedo perché non ne approfittiamo in questo momento per cambiare anche a livello LOCALE? Perché non convertire COMUNE che aiuta le associazioni a fare sport in un comune che alimenta la CULTURA SPORTIVA?

L'ISTAT dice che il 63 % delle persone vorrebbe che molti spazi comunali vengano convertiti in parchi sportivi. Ovviamente gli sport hanno bisogno di ATTREZZATURE, ma penso alle aree poco sfruttate, perché non mettere due pali e una rete? O due canestri? O due porte? O delineare percorsi fruibili ai runner ai ciclisti o a.i semplici camminatori?
Perché non destinare spazi allo SPORT LIBERO?

ATTENZIONE, NOI PENSIAMO SEMPRE AI RAGAZZI, MA CI SONO TANTISSIMI ADULTI CHE FANNO SPORT. GUARDATEVI INTORNO.

Ecco, allora perché non cogliere la classica " palla al balzo " e iniziare a pensare che lo sport non è solo fare parte di un associazione, ma lo sport è un ESIGENZA SOCIALE, CREA BENESSERE, È UN OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO,  e sopratutto, per un Comune è l'indice principale del F.I.L. 
" FELICITÀ INTERNA LORDA ".

VLRNK

17 gennaio 2020

VUOI VINCERE? ALLENA L'IGNORANZA!!

Lo so il titolo è provocatorio. Ma poi non così tanto, lo è se si interpreta la parola " ingnoranza " come atteggiamento irrispettoso nei confronti di qualcuno. Non lo è se lo si interpreta come " mancanza di conoscenza".
Spesso, infatti, vedo nei settori giovanili, la tendenza ad allenare, solo, le cose che si sanno fare, a puntare a sfruttare le poche risorse disponibili per " vincere " qualcosa in più. Vittoria che nella maggior parte dei casi, rimane fine a se stessa, importantissima ai fini societari e per la soddisfazione dei ragazzi, ma che tende a bloccare lo sviluppo sportivo dell'atleta, creando un falso riferimento: - riesco a vincere, quindi sono bravo. Convinzione che porta all'abbandono ( dropout ) sportivo quando aumentano le difficoltà con il susseguirsi delle categorie, per le troppe aspettative. 
Purtroppo, in un gioco di squadra come questo, l'individualità ha una grossa incidenza nei primi anni di attività, dove l'atleta precoce, può compensare le mancanze di alcuni giocatori, e dove il gioco in se si sviluppa sul piano del " chi sbaglia meno vince ". 
Quindi è giocoforza, non limitarsi ad allenare le cose che i nostri atleti sanno fare, ma bisogna allenare la loro "ignoranza", puntando a dare ai ragazzi più strumenti possibili, allenando, come diceva un grandissimo allenatore, anche " l'impossibile e l'improbabile" cercando di non limitarsi nel cercare e trovare nuovi modi per stimolare l'apprendimento di cose che non si sanno fare.
Non saper fare una cosa e imparare a farla però richiede tanto lavoro, sopratutto se il transfert è limitato dal poco tempo che si ha a disposizione. Ma è necessario, se l'obiettivo societario è costruire giocatori vincenti e sopratutto per riuscire a dare i mezzi necessari ai nostri atleti di diventare "bravi".
Perché la "bravura" va alimentata, per rendere consapevole il ragazzo delle proprie capacità, che di conseguenza generano: entusiasmo,  voglia di allenarsi e di sacrificarsi. 
Allenando, appunto, l'ignoranza, la fantasia e l'autonomia. 
Questo modo, a mio avviso, di strutturare il proprio sistema dinallenamento, inevitabilmente, genera una cosa meravigliosa, che si chiama AUTOSTIMA, e questi tempi, non crea solo atleti di SUCCESSO, ma PERSONE di successo. 

VLRNK

02 gennaio 2020

Arrivano gli AMERICANI


Partecipa aI tryouts di Torino per scoprire come poter conquistare la possibilità di ottenere una borsa di studio per meriti sportivi nei College USA. Mostra il tuo talento e le tue capacità, potresti essere selezionata per lo Showcase di giugno, in cui saranno presenti diversi allenatori di college americani.
L’evento si svolgerà durante l’intera giornata con un allenamento al mattino, subito dopo pranzo si terrà la conferenza informativa sui sistemi sportivi e accademici dei college americani e le possibilità di ottenere borse di studio per poi concludere la giornata con l’allenamento pomeridiano.
Sarà possibile partecipare anche alla sola conferenza per poter scoprire le opportunità anche per gli altri sport sponsorizzati dalle leghe sportive americane.
Un’occasione da non perdere!
A breve verranno aperte le iscrizioni, seguiteci sui social e sul nostro sito per rimanere informati!
 SAVE THE DATE!!!
Quando:  4 Gennaio 2020  
Dove: Centro Sportivo Lingotto, via Ventimiglia 195/A, Torino
Programma:
  • 09.30 –  Arrivo e check-in
  • 10.00 – 11.30 – Primo Allenamento
  • 12.30 – Pranzo
  • 13.30 – Conferenza 
  • 15.00 – 17:00 Secondo allenamento e chiusura 
Costo: 25,00€ include:
  • 2 allenamenti 
  • pranzo 
  • conferenza 
  • maglietta 
Per le atlete che non desiderano usufruire del pranzo €20.
Per iscrizioni alla sola conferenza (partecipazione gratuita, numero chiuso, iscrizione obbligatoria): inviare una mail ad elitza@sportlinx360.com indicando nome, cognome, numero di telefono, email, numero partecipanti e sport di riferimento. 
 Per maggiori informazioni:
Jesica @ +39 346 3062524 (telefono o whatsapp)

20 dicembre 2019

BADIA TEDALDA CON FURORE!!!


Dovrei cambiare nome al BLOG, non piu' VOLLEY CLUB LAMA, ma VOLLEY CLUB BADIA.
AH AH AH! Ma lo lasceremo cosi'... per amore delle tradizioni.
Comunque BADIA c'e'!!! due anni di attivita' a Badia Tedalda  ora lo possiamo confermare. 
Ovviamente con le difficolta' del caso, la prima quella logistica, Badia e' distante per chiunque, Umbria e Toscana. 
La seconda e' il palazzetto, che alla fine e' una palestra destinata all'attivita' scolastica ed essendoci montato un palco per le manifestazioni, e la mancanza di fori per i pali e le linee in terra, non la rende utilizzabile per gare ufficiali.
Terzo, e' il numero di bambini presenti nel comune, che ovviamente, in proporzione non potranno mai competere con le altre realta' Valtiberine.
Ma alla fine ci sono ben 19 bambini presenti, che ci mettono tantissimo impegno, lo stesso che mettiamo noi allenatori, che non ci andiamo con il piede leggero, anzi, tecnica e lavoro di coordinazione di base, insieme ad una parte ludica sono sempre li. E ci sono i i loro genitori,con i quali abbiamo stabilito un ottimo rapporto di fiducia.

Mi chiedono quanto durerà, non importa quanto, l'importante che per adesso ci sia, perche' il progetto della Pallavolo Badia, non e' un vero e proprio progetto sportivo, ma un progetto sociale, nel vero senso della parola, dove far fare attivita' sportiva extra scolastica a questi bambini, diventa una vera e propria missione, non banale, ma vera e reale!

VLRNK



10 dicembre 2019

VOGLIO DIVENTARE "BRUNO".


No! Stavolta non c'entra il colore dei capelli. Vorrei veramente diventare Bruno o meglio Bruniño.
E già perche questo ragazzone del 1986, in questo fine settimana ha veramente chiuso un circolo incredibile della sua vita, infatti, ha vinto l'ultimo trofeo che gli mancava: il mondiale per Club con la Lube. Si avete capito bene, a 33 anni, questo signore di Rio de Janeiro, ha fatto veramente barba e capelli ai più grandi " alzatori " della storia del nostro sport, vincendo tutto, dal campionato alle Olimpiadi, coppe comprese.
Ma i successi non sono mai frutto del caso, non arrivano perché sei una specie di " predestinato" figlio di un certo Bernardiño, ex palleggiatore ma sopratutto CT di quella nazionale verde-oro, capace di rivestire d'Oro il Brasile con 2 Olimpiadi e 3 Mondiali vinti, per non dire le 8 Worldleague e i 10 Campionati Sudamericani. No, perché nel 2006, quando esordì in WL,vincendola, tutti erano pronti a ricordarglielo, nonostante avesse vinto, con la sua Florianopolos 5 dei 7 campionati dispotati, tutti, me compreso eravamo li a dire: 
- se non era per Bernardo, uno con un palleggio così, in nazionale non ci andava.
E invece, e invece mi sbagliavo, ci sbagliavamo. Bruno o Bruniño, ha dimostrato non solo di esserselo meritato il posto da titolare, ma di averselo guadagnato sul campo, proprio li dove conta davvero.
Lavorando maniacalmente, prima su se stesso, suoi obiettivi, poi su come raggiungerli, interpretando al meglio la parola " professionista " e inseguendo, senza un attimo di sosta, la parola vittoria. 
Una parola difficile se non ha ben chiaro quale sia la responsabilità e i compiti del tuo ruolo, il regista, la mente, il palleggiatore. Anzi lo scrivo con la lettera maiuscola Il Palleggoatore, che deve trovare la sintonia con tutti i componenti della squadra, che ha bisogno della ricezione buona per poter alzare la miglior palla al giocatore giusto al momento giusto, sapendo che avrà bisogno di tutti per raggiungere quell'obiettivo ,quel sogno, che è riuscito a raggiungere e a toccare così tante volte che dopo una finale dove tu sei diventato IL PIÙ GRANDE, hai lasciato che chi ti ha permesso di esserlo ( Leal ) prendesse il premio di MVP che ti avevano assegnato ricordando a tutti che avolte non si premia chi lo merita veramente.
Questo dovrebbe essere quello che si deve cercare in un ragazzino che ha voglia di assumersi la responsabilità di questo meraviglioso ruolo. Umiltà voglia di lavorare e voglia di vincere!!!
Saudade Bruno!!!
Stasera vorrei essere te.
Vlrnk